In deroga al codice penale, che su tale fronte ha una legislazione molto lacunosa, in Italia esistono quattro casinò autorizzati situati a Campione d'Italia (Casinò di Campione), Saint-Vincent (Casinò de la Vallée), Sanremo (Casinò di Sanremo) e Venezia (Casinò di Venezia).

Il Casinò Municipale di Sanremo, inaugurato con il nome di Kursaal il 12 gennaio 1905, vanta di essere il più antico di Italia[citazione necessaria], ma il casinò di Venezia, ospitato dal 1638 nella Ca' Vendramin sul Canal Grande, si definisce la casa da gioco più antica del mondo


La scelta di autorizzare lo sfruttamento legale del gioco d'azzardo in appositi luoghi selezionati è stata spiegata dal legislatore italiano sia in base a considerazioni politiche che economiche. È infatti da rilevare che due delle quattro case da gioco Saint Vincent e Sanremo, sono ai confini del paese;

Campione d'Italia è addirittura un'exclave in territorio svizzero e Venezia si trova di fronte all'ex-Jugoslavia. La giustificazione è di fermare i flussi di giocatori diretti oltre frontiera, nonché di consentire lo sviluppo di zone considerate depresse dal punto di vista economico.


Tuttavia si parla da tempo di aprire altri casinò in Italia e la Corte costituzionale ha più volte chiesto al legislatore di fare chiarezza e porre regole certe. Nel 2002 un tentativo autonomo di creare nuove case da gioco effettuato da parte della regione Friuli-Venezia Giulia (regione autonoma a statuto speciale), è stato fermato dalla Consulta.

Quindi sarà lo Stato a dover risolvere tale questione. L'ipotesi più accreditata è di una casa da gioco per regione in località turistiche: molte proposte di legge anche bipartisan, sono state presentate in tal senso