E'Â molto diffusa la convinzione che il fenomeno della persistenza delle
immagini sulla
retina consenta allo spettatore di avere l'illusione del
movimento 
Questa affermazione è sbagliata. Il fenomeno ora descritto consente all'occhio di percepire come un fascio di luce continuo ciò che, al contrario, è una rapida sequenza di lampi (nel
cinema professionale 48 al secondo, pari a 24
fotogrammi al secondo: ogni fotogramma viene illuminato due volte); l'illusione del
movimento è invece opera del cervello il quale, secondo meccanismi non ancora del tutto chiariti, "assembla" la raffica di
immagini che gli vengono trasmesse in modo unitario e, ciò che più conta, in
movimento Secondo alcuni studi la percezione del
movimento si ha già con sole sei
immagini al secondo, anche se, ovviamente, la fluidità  dell'azione risulta molto scarsa.
I primi
film muti venivano girati a circa sedici
fotogrammi al secondo; lo standard dei 24
fotogrammi fu codificato solo con l'avvento del
cinema sonoro onde ottenere una velocità  lineare della
pellicola sufficiente per una dignitosa resa sonora della traccia.