Le funzioni di deposito e/o prestito hanno origini antichissime, privati usavano affidare i loro averi al tesoro del tempio e ai sacerdoti già tra i sumeri, popolazione dell'antica Mesopotamia, e tra i popoli della Grecia antica, dove accanto ai templi nacquero in un tempo successivo i trapeziti, una sorta di banchieri privati.
 
Nel medioevo, oltre alle normali funzioni di prestatori, custodi e cambiavalute, i banchieri assunsero anche quella di garanti dei pagamenti, firmando lettere di credito che li impegnavano a pagare somme per conto di chi le portava;fu la prima comparsa degli assegni, che liberavano i mercanti e i sovrani dal rischio di portare con sé grandi quantità di contanti o merci preziose.
 
Questa nuova attività riscosse tanto successo (e fu tanto redditizia) da creare fortune immense: nelle più grandi città commerciali d'Europa (Asti, Firenze, Genova, Pisa, Venezia, Lussemburgo,Bruges, Rotterdam) famiglie di banchieri divennero ricchissime e potenti, tanto da arrivare a prestare denaro ai regnanti d'Europa, finanziando le loro guerre.
 
Molto spesso, invece di rimborsare i prestiti, gli augusti creditori offrirono in pagamento feudi, baronie e titoli nobiliari: fu così che Cosimo de' Medici ottenne la signoria di Firenze e che due esponenti della famiglia poterono, in anni successivi, essere eletti Papa (Giovanni de' Medici, figlio secondogenito di Lorenzo il Magnifico, che assunse il nome di Leone X, e Giulio de' Medici, divenuto papa Clemente VII).

La prima banca in senso moderno nacque nel 1406 a Genova.
 
La novità era che il "Banco di San Giorgio", questo il suo nome fu il primo ad occuparsi di gestione del debito pubblico e venne definito dal Machiavelli uno stato nello stato, ossia una vera e propria istituzione pubblica nella quale i genovesi si riconoscevano molto più che nel governo.