All origine dell' attivazione neurofisiologica, priva di ansia c'era una importante capacità dell'individuo di sopravvivere affrontando la situazione al meglio delle sue capacità fisiche. In alcune circostanze questa attivazione istantanea significava essere in grado di attaccare o fuggire oppure ancora di restare completamente immobile per sopravvivere in un ambiente ostile.

Questo meccanismo era perciò perfettamente adeguato ad un ambiente relativamente primitivo in ci la prontezza fisica era molto importante. Oggi,tranne qualche eccezione, questa risposta di ansia è per lo più inadeguata. Infatti è normale saltare su quando ci si spaventa per uno stimolo obiettivamente pericoloso mentre, al cessare di tale esposizione, l ansia rientra per lasciare il posto ad un normale livello di vigilanza. Ma se il livello di attivazione e di ansia rimangono costantemente elevati e gli stimoli che li incrementano non sono obiettivamente pericolosi allora tale livello di avviamento diventa nocivo e si parla di ansia vera e propria.

Durante un’attivazione prolungata, infatti, vendono immessi nel circolo sanguigno alcuni ormoni (steroidi, detti anche ormoni dello stress) la cui azione, a lungo termine, è anche quella di inabissare il livello di funzionamento generale del sistema immunitario, incrementando così la possibilità di contrarre malattie. Questa è più nota come correlazione ansia sistema immunitario.

L'incessante afflusso di adrenalina nel sangue porta come sintomi dell' ansia problemi cardiaci temporanei, iperventilazione,sudorazione, dolori muscolari, cefalea, attacchi di panico.