Come combustibile si usa il legno di ogni tipo, il favoritismo andrebbe ai legni duri stagionati almeno 2 anni, sarebbero da scansare i legni resinosi (pino, larice ecc..), la forte percentuale di resina, aderendo progressivamente alle superfici metalliche dei tubi di scarico dei fumi, renderebbe difficoltoso il regolare intervento di pulizia. Negli ultimi anni è stato inventato anche il camino che usa il pellet, una vera e propria stufa a fuoco continuo e costante, simile ad un caminetto chiuso, con un serbatoio che contiene il pellet, i quali, convogliati da un meccanismo a vite senza fine, arrivano con regolarità nel braciere per bruciare e produrre calore. L'effetto visivo di questo tipo di fuoco è sensibilmente diverso da quello scoppiettante a legna, pertando non da tutti gradito. Il camino aperto tradizionale può affermarsi funzionante quando vi sia il "tiraggio" corretto, ossia quando, ben dimensionato, libera senza problemi i fumi che si generano durante la combustione; purtroppo la materia non è di conoscenza collettivo,

il buon funzionamento dipende da precise leggi fisiche, non attenendosi a queste nella costruzione, si rischia di comprometterne il funzionamento, sono molto diffusi casi in cui un caminetto non può essere acceso, in quanto le esalazioni entrano con violenza nella stanza che alberga il manufatto.