Il camino, enunciato anche fuoco o caminetto, è stato praticamente il primo metodo di riscaldamento di un'abitazione, infatti se si visita un qualsiasi castello rocca o abitazione molto vecchia, in quasi ogni stanza se ne rinviene uno. Viene realizzato in moltissime dimensioni e grandezze, con forme e materiali vari. Sono costruiti in una parete o in angolo della stanza, dove vi è una canna fumaria, essenziale a incanalare il fumo prodotto dalla combustione, alla parte superiore terminale di uscita del camino. Ai giorni nostri sussistono modelli prefabbricati soltanto da comporre nella parete. Una tipologia largamente adottata ultimamente è realizzata da un monoblocco a forma di scatola rettangolare, comunemente in ghisa con eventuali inserti in materiale refrattario formante il braciere, chiuso anteriormente da un portello in vetro. L'eretta efficienza di questa tecnologia tollera di riscaldare anche altre stanze oltre quella in cui è installato, il  convogliamento dell'aria calda è affidato a semplici tubi di diametro appropriato; se l'impianto è fatto a regola d' arte il lento moto convettivo dell'aria, che si genera negli ambienti, è sufficiente a mantenerli alla temperatura ottimale, nel caso il moto convettivo non sia sufficiente, è possibile forzare il ricircolo dell'aria tramite apposite ventole elettriche.
 
L'impiego di ventole in un impianto a camino, comporta un notevole aumento della polvere presente nell'ambiente, peraltro hanno il vantaggio di portarlo in un tempo piu breve, alla temperatura voluta, solitamente i costruttori forniscono le ventole come kit opzionale. La sofisticazione raggiunta dalla tecnologia del camino chiuso, tendente alla massima efficacia, ne favorisce anche la gestione, regalando un'autonomia di carica che arriva a oltre 8 ore, intervallo della rimozione della cenere diradato a 7-10 giorni, intervalli della pulizia del vetro anteriore molto allungati..