Facebook è l’evoluzione del concetto di pagina personale su internet perché di certo serve per dire di sé in pubblico, ma soprattutto vi mette in grado di comunicare: è uno di quegli specchi che trasforma ognuno di noi in persone pubbliche che fanno, partecipano, lottano, e per il sol fatto di comunicarlo al resto del mondo cominciano a contare qualcosa.

Una sorta di specchio regolabile, nel grado di riservatezza e di limpidezza che voglio dare della mia .ita agli altri. Ecco, io, cioè quello che scrive queste righe, ho una pagina e molti altri italiani ne hanno una. Nel mondo siamo in 42 milioni ad averla. Noi utenti non paghiamo niente per utilizzare un prodotto ad alta tecnologia e fruttiamo molto poco in pubblicità ai proprietari di Facebook, appena 150 milioni l’anno e anche su questa stima ci sarebbe da ridire.

Per il resto la società non è quotata in borsa e vive ancora dei soldi che ci hanno messo quelli che ci hanno creduto (i venture capitalist). E però c’è qualcuno che la valuta 15 miliardi di dollari. Che a occhio e croce sono fra i 10 e gli 11 miliardi di Euro.