Il 1º novembre 1897 nacque a Torino lo Sport Club Juventus grazie all'idea di alcuni studenti del Liceo Classico "Massimo D'Azeglio", tra i quali i fratelli Eugenio ed Enrico Canfari - i primi presidenti della società [2] -, che erano soliti ritrovarsi su una panchina (oggi gelosamente custodita nella attuale sede del club [15]). La prima maglia del club era rosa, con cravatta o papillon, e nel 1903 divenne bianconera.
Nel 1900, con il
nome di Foot-Ball Club Juventus, la società si iscrive al suo primo
campionato nazionale, ma viene subito eliminata, dovendo affrontare avversari molto più preparati di lei. Ma già dopo soli 5 anni arriva il primo scudetto. Il presidente era a quel tempo lo svizzero Alfred Dick, che però, dopo alcune accese discussioni di spogliatoio, decise di lasciare la società, e quasi per ripicca fondò il Foot-Ball Club Torino. In quegli anni e fino allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, la società

torinese dovette però accontentarsi di un posto di secondo piano rispetto alle altre potenze calcistiche, in particolar modo il Casale e il Pro Vercelli
Con la scomparsa del presidente bianconero Edoardo Agnelli nel 1935, ci si avvia ad un periodo meno ricco di
vittorie che si concluderà con il secondo conflitto
mondiale e con la conseguente sospensione del
campionato nel 1944 e nel 1945. Al posto dei vecchi
campioni della terza decade del XX secolo - che, ad eccezione di Monti e di Borel II, lasciano la squadra o per un'altra società o per fine carriera - arrivano nuovi
campioni del calibro di Alfredo Foni, di Pietro Rava, dell'albanese Riza Lushta, Pietro Magni e di Teobaldo Depetrini. In tale periodo non si registrano
vittorie in
campionato ma solo un secondo posto nella stagione 1937/38 e due
vittorie in Coppa Italia: nel 1938 (per la prima volta, in concomitanza con il secondo titolo
mondiale degli azzurri), e nel 1941/42.
Nel 1947 l'avvocato Gianni Agnelli diventa presidente della Juventus Football Club in sostituzione dell'imprenditore Pietro Dusio, e resterà alla guida della squadra fino al 1953. Iniziò così un nuovo periodo di
vittorie soltanto quindici anni dopo la squadra torinese vincerà un altro scudetto (stagione 1949/50, il primo scudetto post
guerra della società), grazie anche al supporto di nuovi
campioni come Carlo Parola, i danesi Karl Aage Præst, Karl Hansen e John Hansen e, in particolar modo, Giampiero Boniperti. Nel frattempo (1959) la squadra vince la sua terza Coppa Italia.
Nel 1956, su consiglio di Gianni Agnelli, che lo affiancherà, diviene presidente suo fratello Umberto. Con lui si aprì un nuovo ciclo di
vittorie grazie anche a nuovi
campioni come il gallese John Charles e l'argentino di
origine italiana Omar Sivori (primo calciatore juventino a conquistare il Pallone d'oro nel 1961), chi insieme a Boniperti hanno fornito un grande tridente offesivo conosciuto come il Trio Magico.La Juventus conquista altri tre scudetti nelle stagioni 1957/58 (il decimo, che le dà diritto di fregiarsi della Stella d'Oro al Merito Sportivo), 1959/60 e 1960/61 e due Coppe Italia nelle stagioni 1958/59 e 1959/60.

Francobollo commemorativo della
vittoria juventina in Champions League (1996).Nell'estate del 1994 si volta pagina con l'
arrivo ai vertici della Triade Bettega-Giraudo-Moggi e dell'
allenatore Marcello Lippi. Grazie a giocatori del calibro di, in primis, Roberto Baggio, Gianluca Vialli, Fabrizio Ravanelli ed Antonio Conte, sucesivamente, Alessandro Del Piero, Gianluca Pessotto, Angelo Di Livio, Moreno Torricelli, Sergio Porrini, Angelo Peruzzi, Didier Deschamps, Ciro Ferrara, Paulo Sousa, Zinédine Zidane (calciatore europeo dell'anno nel 1998), Edgar Davids, Paolo Montero, Alen Bokšić, Vladimir Jugović, Filippo Inzaghi, ed ulteriormente Gianluigi Buffon, Mauro Germán Camoranesi, David Trézéguet, Pavel Nedvěd (Pallone d'oro nel 2003), Gianluca Zambrotta, Alessandro Birindelli e Lilian Thuram; iniziò un nuovo ciclo dove la compagine bianconera riesce a conquistare cinque scudetti (stagioni 1994/95, il primo dopo nove anni; 1996/97, 1997/98, stagioni 2001/02 e 2002/03, queste due ultime riportate a Torino dopo un triennio), una Coppa Italia (1994/95), quattro Supercoppe Italiane (1995; 1997; 2002 e 2003), una Champions League (1995/96), una Coppa Intertoto [8], una Supercoppa Europea (1996) ed una Coppa Intercontinentale (1996).
Il 28 maggio 2004 arriva sulla panchina bianconera Fabio Capello, ex centrocampista degli anni Settanta al posto di Marcello Lippi, chi invece fu chiamato ad allenare la Nazionale. Con lui arrivano al capoluogo piemontese calciatori del calibro di Emerson, Fabio Cannavaro, Patrick Vieira e Zlatan Ibrahimović. Con lui in panchina la Juventus ottiene altri due primi posti al termine dei campionati 2004/05 (in séguito revocato) e 2005/06 (in séguito assegnato d'ufficio all'Inter).
Nella massima serie nella stagione 2007/08, dove, sotto la guida dell'
allenatore Claudio Ranieri e con i nuovi acquisti (Vincenzo Iaquinta, Hasan Salihamidžić, Zdeněk Grygera, Tiago Mendes, Mohamed Sissoko, Jorge Andrade), e grazie soprattutto al prolungamento dei contratti dei suoi giocatori più rappresentativi (Del Piero, Buffon, Camoranesi, Trézéguet e Nedvěd), finì l'ultima stagione al terzo posto della
classifica e, quindi, l'accesso ai preliminari di Champions League, da disputarsi in agosto 2008.