Dopo il periodo relativamente pacifico che vede l'espansione della borghesia industriale, periodo noto anche come Belle èpoque, le tensioni tra le potenze europee, imputabili in particolare alle aristocrazie dominanti, portano nel 1914 alla Prima Guerra Mondiale.

Da un lato si schierano la Germania, l'Impero Austro-Ungarico e l'Impero ottomano, mentre dall'altra la Francia, il Regno Unito, la Russia e la Serbia, ai quali si aggiungono nel 1915 l'Italia e nel 1917 gli Stati Uniti; nonostante il ritiro della Russia nel 1917 causato dal successo della Rivoluzione russa, quest'ultimi prevalgono nell'autunno del 1918.

Il Trattato di Versailles del 1919, per il prevalere degli interessi nazionali, impone severe condizioni alla Germania e il disfacimento degli imperi tedesco, austro-ungarico e russo con la creazione di nuovi stati come la Polonia, Cecoslovacchia e la Iugoslavia.

Gli anni seguenti sono contraddistinti da gravi problemi economici e sociali (Crisi del 1929), che sfociarono nella grande depressione del 1929-33. Le tensioni che derivano da questa difficile situazione ed i tentativi di espandere la rivoluzione bolscevica, porta alla nascita di movimenti nazionalisti come il Fascismo in Italia (1922), il movimento di Horty in Ungheria, il Nazismo in Germania (1933), il Franchismo in Spagna (dopo la Guerra civile terminata nel 1939).

La Germania nazista, dopo l'annessione dell'Austria e dei Sudeti e dopo la definizione del Patto d'acciaio con l'Italia e la firma di un patto di non aggressione con l'Unione Sovietica, d'inizio nel settembre 1939 alla Seconda guerra mondiale con l'invasione della Polonia. Seguono le invasioni di Paesi Bassi, Belgio, Francia (Campagna di Francia), Danimarca, Norvegia e Balcani (Campagna dei Balcani). Dopo questi iniziali successi, la Germania tenta di invadere il Regno Unito e nel 1941 attacca la Russia; questa invasione viene però fermata vicino Mosca nel dicembre del 1941.

Nel frattempo l'Impero giapponese, alleatosi a Germania ed Italia nel settembre 1940, attacca gli Stati Uniti il 7 dicembre 1941. Le vittorie alleate in Nord Africa sono seguite dall'invasione dell'Italia nel 1943, dallo sbarco in Normandia nel giugno del 1944 e dall'invasione della Germania nel 1945 portando alla fine della guerra nell'agosto dello stesso anno.

La fine della guerra porta alla separazione delle nazioni europee in due blocchi, distinguendo tra quelle filo occidentali facenti parte della NATO e quelle di influenza sovietica del Patto di Varsavia.

La contrapposizione dei due blocchi porta a quella che venne definita Guerra fredda, terminata nel 1991 con il disfacimento dell'Unione Sovietica. Contemporaneamente, un processo d'integrazione economica e politica porta allo sviluppo del Mercato Europeo Comune prima e dell'Unione Europea successivamente.